


ANDRESEN - MONOBLOCCO - ATTIVATORE

L'Andresen - detto anche attivatore o monoblocco -
è un apparecchio rimovibile di ortodonzia funzionale
messo a punto circa 60 anni fa da
un ortodonzista norvegese da cui ha preso il nome.
E' un apparecchio molto efficace nella correzione della seconda classe scheletrico-dentale nell'età
di crescita, capace di armonizzare i rapporti
sagittali e verticali tra arcata superiore e inferiore e tra mascella superiore e mandibola.
Correttamente applicato provoca modifiche nel modello funzionale della muscolatura
orofacciale,
portando al ripristino di un normale sovragetto e sovramorso oltre che di una
prima classe dentale e scheletrica.
E' chiamato anche monoblocco perché formato da un blocco unico di resina
acrilica che costringe la mandibola a collocarsi
in una posizione avanzata e/o aperta, rispetto alla posizione distalizzata e/o
chiusa che caratterizza la malocclusione tipo da trattare.
Un altro termine che lo definisce è quello di attivatore, che descrive
l'azione che esercita, che sta alla base della correzione della malocclusione di seconda classe: l'attivazione
della funzione muscolare del paziente.
L'Andresen, nonostante possa essere corredato di parti meccaniche, è un
apparecchio di ortodonzia funzionale: le forze che portano alla correzione
dei rapporti tra le arcate dentali, come ho detto sopra, derivano, sostanzialmente, dalle
modifiche di funzione
della muscolatura orofacciale del paziente che lo applica. Corregge
la malocclusione di seconda classe tramite modifiche dento-alveolari e per
l'incremento di crescita mandibolare
determinato dal dislocamento anteriore della
mandibola, chiude il morso aperto
eliminando l'atteggiamento disfunzionale della muscolatura periorale, apre
il morso profondo favorendo la crescita verticale dei denti posteriori.
Affinché l'azione dell'apparecchio di Andresen sia efficace è necessario che
l'ortodontista prenda un preciso morso di costruzione e, nel corso del trattamento, scarichi la resina nelle zone appropriate.
Il paziente viene istruito
a portare l'apparecchio nel corso della notte, e se necessario, seppur raramente, per
2/3 ore durante il giorno.
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| Articolo a cura del dott. Umberto Molini Medico Chirurgo - Odontostomatologo - Ortognatodonzista Studio Via Ernesto Monaci n.5 - Roma - Tel 0644245508 |