


Apparecchi di contenzione ortodontica

La contenzione, in ortodonzia, è la fase successiva
alla terapia ortodontica attiva, in cui i denti sono tenuti fermi nella posizione
allineata da apparecchi fissi o mobili, chiamati, appunto, di contenzione.
Gli apparecchi di contenzione si applicano subito dopo la rimozione degli
apparecchi correttivi,
per permettere la stabilizzazione dei denti nelle nuove posizioni. Essi devono fare in
modo che i denti resistano alla tendenza a tornare nella loro posizione originale
sotto l'influenza delle forze parodontali, occlusali, dei tessuti molli e della
crescita dento-facciale.
Il tempo usuale della contenzione e di 12 mesi, in accordo con il fatto che le
fibre parodontali sopracrestali, interessate nei movimenti di derotazione dei
denti e di avvicinamento, rimangono deformate e in tensione per più di
7 mesi dopo la cessazione dello spostamento ortodontico.
Diversi fattori possono comunque far variare il tempo di contenzione individuale.
Gli apparecchi di contenzione, perciò, aiutano a mantenere i denti dritti
alla fine del trattamento e se non vengono portati secondo le istruzioni fornite
dall'ortodonzista, generalmente nel corso della notte, può succedere che i denti
si muovano verso le posizioni che occupavano
all'inizio del trattamento.
Tra gli apparecchi di contenzione segnalo:
Per l'arcata superiore, la placca rimovibile con arco continuo vestibolare.
Per l'arcata inferiore, il retainer
rimovibile canino canino, oppure il filo intrecciato a tre capi (0.195 - 0.215) incollato sulla superficie linguale
di incisivi e canini.
Altri efficaci apparecchi di contenzione sono costituiti da mascherine
in plastica trasparente, termostampate sui modelli delle arcate dentarie ricavati
dalle impronte prese a fine cura.
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| Articolo a cura del dott. Umberto Molini Medico Chirurgo - Odontostomatologo - Ortognatodonzista Studio Via Ernesto Monaci n.5 - Roma - Tel 0644245508 |