DIAGNOSI ORTODONTICA Analisi cefalometrica su teleradiografia laterale del cranio
L'analisi cefalometrica consiste nella valutazione a fine diagnostico e terapeutico di
misurazioni angolari e
lineari rilevate su una teleradiografia laterale del cranio del paziente.
La valutazione si effettua confrontando le misurazioni rilevate sull'rx laterale
del cranio del paziente con valori
medi e normali ricavati con metodo statistico.
Si analizzano rapporti scheletrici sagittali e
verticali, rapporti dento-scheletrici, rapporti inter-dentali e
la situazione del profilo cutaneo.
L'analisi cefalometrica serve a chiarire la diagnosi, la prognosi
e le scelte terapeutiche per quel dato paziente.
ANALISI CEFALOMETRICA
1.Analisi scheletrica sagittale 2.Analisi scheletrica verticale 3.Analisi dei rapporti interdentali e dento-scheletrici 4.Analisi del profilo cutaneo
Valutazione del rapporto sagittale tra mascella superiore e mandibola
La valutazione della relazione scheletrica sagittale
tra mascellare superiore e mandibola chiarisce all'ortodontista in che misura
le strutture
scheletriche che sostengono i denti contribuiscono a determinare
la disarmonia occlusale. Uno degli angoli più
comunemente usati a questo scopo è l'ANB. Il suo valore
normale è di 2°± 2°. Tale valore definisce quella che è chiamata
1^ classe scheletrica. Un angolo ampio indica una tendenza alla 2^ classe
scheletrica; un angolo al di sotto di 0° una 3^ classe scheletrica.
Jacobson ha dimostrato che l'ampiezza di questo angolo può
essere influenzata da varie condizioni come: Rotazione dei mascellari
rispetto alla base cranica La rotazione dei mascellari rispetto alla base cranica, pur non
modificando la reciproca relazione tra mascella superiore e mandibola, fa tendere, in caso di rotazione
antioraria, l'angolo ANB verso valori indicanti 3^ classe, in caso di rotazione
oraria verso valori indicanti 2^ classe". Posizione antero-posteriore
del punto N rispetto ai mascellari: Anche in questo caso la tendenza verso
valori indicanti 2^ classe o 3^ classe non è data dalla reale posizione spaziale reciproca
dei mascellari, bensì dalla posizione più
arretrata o più avanzata del punto N rispetto ad essi.
Bishara ha dimostrato che la rotazione della base cranica rispetto
ai mascellari può far variare l'angolo ANB.
Beatty che
tale valore può essere modificato dall'incremento o decremento
dell'altezza facciale anteriore.
L'angolo ANB come valore medio o norma statistica
Abbiamo detto che 2° di ANB rappresentano il valore medio statistico,
mentre 2°± 2° la norma statistica. Per comprendere gli ulteriori
limiti di questi valori di riferimento utilizzati per lo studio della discrepanza tra mascella
superiore e mandibola è necessario conoscere le caratteristiche
del campione selezionato.
Solo conoscendone
i limiti l'angolo ANB può essere utile nel permettere l'inquadramento del paziente come soggetto di prima, seconda o terza classe scheletrica.
Valutazione del rapporto sagittale maxillo-cranico e mandibolo-cranico
Il passaggio successivo nello studio delle discrepanze scheletriche sagittali,
è la valutazione della posizione spaziale della mascella
e della mandibola rispetto al cranio.
L'angolo SNA indica la
posizione spaziale del mascellare superiore rispetto alla base cranica.
Il suo valore normale è 82°±2°. Valori superiori
sono espressione di prognazia mascellare, valori inferiori di retrognazia
mascellare.
L'angolo SNB indica la posizione spaziale della
mandibola rispetto alla base cranica. Il suo valore normale è
80°±2°. Valori superiori sono espressione di prognazia
mandibolare; valori inferiori di retrognazia mandibolare.
Nel
caso avessimo trovato nella misurazione dell'angolo ANB una 1^ classe scheletrica,
l'analisi della posizione del mascellare e della mandibola rispetto
al cranio ci consentirà di caratterizzare il soggetto come
ORTOGNATICO, PROGNATICO o RETROGNATICO; quest'ultimi due definibili
anche come ORTOGNATICO BIRETRUSO e ORTOGNATICO BIPROTRUSO. Queste
tre tipologie facciali sono tutte varianti normali e in tutte c'è
il presupposto di base, per lo meno nel senso sagittale, per il
raggiungimento di un'occlusione ideale di 1^ classe. Nel caso
di discrepanza antero-posteriore di 2^ classe o 3^ classe, sarà
di utilità, per l'impostazione della terapia, andare a ricercare
se è la mascella, la mandibola o ambedue a concorrere a determinare
la malocclusione.
Le misurazioni adottate per l'analisi del tipo verticale sono
in parte desunte dall'analisi cefalometrica di Steiner come l'angolo
formato tra la LINEA SN e il PIANO MANDIBOLARE (Go Gn), in parte
dall'analisi di Schudy come l'angolo formato dal piano occlusale
ed il piano mandibolare (In realtà Schudy utilizzava il piano
mandibolare GoMe, noi per praticità il Go Gn). Si valuta
anche il rapporto proporzionale di WYLIE tra altezza facciale inferiore
e altezza facciale superiore e l'angolo di COUTAND tra il PIANO
MANDIBOLARE (Go Gn) e il PIANO BISPINALE (SNA SNP). Anche la
LINEA Dl MARGOLIS può aiutare nell'analisi visiva del tipo
verticale.
I valori normali sono:
Go Gn - SN
32°±3°
Go Gn-SNA SNP
25°-27°
Go Gn-P.Occl
16°±2°
INDICE Dl WYLIE
55% 45%
LINEA Dl MARGOLIS
tangente all'occipitale
E' importante un'analisi integrata dei valori per la definizione
del tipo scheletrico che classifichiamo secondo la terminologia
di F.SCHUDY in NORMODIVERGENTE IPERDIVERGENTE e IPODIVERGENTE.
L'iperdivergente è un soggetto in cui la crescita facciale
avviene con rotazione oraria della mandibola. I valori considerati
tendono ad aumentare, la linea di MARGOLIS a penetrare nella scatola
cranica. Nell'ipodivergente al contrario, la crescita della
faccia avviene con rotazione antioraria della mandibola. I valori
della verticalità tendono a diminuire, la linea di MARGOLIS
a passare al di sotto della scatola cranica.
Angolo di divergenza mandibolare
L'angolo formato
dalla linea SN con il piano mandibolare Go Gn dà un'idea
della divergenza della mandibola rispetto alla base cranica. Ci
aiuta nella caratterizzazione del tipo scheletrico come IPODIVERGENTE
IPERDIVERGENTE 0 NORMODIVERGENTE.
Morso scheletrico
L'angolo formato dalla linea
bispinale (SNA SNP) con il piano mandibolare (Go Gn) è espressione
del morso scheletrico. Un aumento dei valori indicherà una
tendenza al morso aperto scheletrico, una diminuzione dei valori,
una tendenza al morso profondo scheletrico.
Anterotazione e postrotazione mandibolare
L'angolo formato
dal piano occlusale con il piano mandibolare Go Gn indica una crescita
mandibolare in postrotazione o anterotazione a seconda della
tendenza all'aumento o alla diminuzione dei valori.
Proporzione tra altezza facciale inferiore e superiore
L'indice
di WYLIE è un indice proporzionale che mette in relazione
l'altezza facciale inferiore con l'altezza facciale superiore; nel
soggetto in armonia verticale l'altezza facciale inferiore misurata
da SNA a Me è il 55% dell'altezza facciale superiore misurata
da N a SNA. Valori percentualmente aumentati dell'altezza facciale inferiore
si ritrovano nella sindrome da faccia lunga.
Valori ridotti, invece, si ritrovano
nella sindrome da faccia corta.
Linea di Margolis
La linea di Margolis è è rappresentata dal prolungamento posteriore, verso il cranio,
della linea tangente al
piano mandibolare. Se
questa linea è appare pressoché tangente all'osso occipitale,
il soggetto è definito come normodivergente. Se la linea
invece entra oppure si discosta decisamente dal cranio, viene
classificato rispettivamente come iperdivergente o ipodivergente.
Applicazione clinica dell'analisi scheletrica verticale
Nella clinica, l'analisi scheletrica verticale ci aiuta a prendere
alcune decisioni sullo spazio da reperire per la risoluzione di affollamenti,
o sulla strategia migliore per la correzione discrepanze occlusali sagittali.
Dato che la decisione di estrarre o non estrarre alcune
unità dentali, oppure di espandere o no le arcate influisce sull'altezza scheletrica del viso.
In generale nel
soggetto che presenta già un eccessiva crescita scheletrica verticale è
controindicato tutto ciò che può aumentare l'altezza del tratto inferiore
del viso.
Ad esempio nel morso aperto scheletrico, è controindicato
espandere; mentre nei soggetti che presentano una diminuita verticalità del
tratto inferiore del viso è controindicato tutto ciò che può contribuire a diminuirla ulteriormente, ad esempio
nel morso profondo scheletrico sono controindicate le estrazioni.
La teleradiografia può fornire utili indicazioni sulla situazione
della dentatura, riguardanti in particolare i rapporti reciproci
dei denti anteriori, i loro rapporti con le rispettive basi scheletriche
e con i tessuti molli del profilo facciale.
Per valutare i rapporti reciproci dei denti incisivi superiori
ed inferiori e degli stessi con le proprie basi scheletriche, si tracciano i
loro assi e le linee NA e NB.
Rapporti interdentali - Angolo interincisivo
L'angolo formato dall'intersezione
dei loro assi definisce il rapporto interincisivo. Il valore normale
è 131°±3°.
Valori diminuiti indicano proinclinazione
dentale, mentre valori aumentati retroinclinazione dentale.
Rapporti dento-scheletrici
I rapporti dento-scheletrici invece si analizzano mettendo in relazione
l'incisivo superiore e l'incisivo inferiore con le proprie basi
scheletriche, rappresentate dalle linea NA per il mascellare e NB
per la mandibola.
Si Individua per ogni incisivo un valore angolare
ed un valore lineare, indicanti: l'angolare, l'INCLINAZIONE e
il lineare la PROTRUSIONE rispetto alla propria base ossea.
Infine c'è l'analisi del profilo sia dentale che labiale, un'analisi che
aiuta nella formulazione del piano di trattamento, fornendo indicazioni
sulla posizione anteroposteriore della dentatura e delle labbra.
Nel caso si programmino espansioni
anteriori delle arcate dentarie o terapie estrattive si dovrà tenere conto
dell'influenza che avranno sul profilo facciale. Il suo studio
preliminare è perciò efficace nel guidare la scelta terapeutica.
Profilo dentale
L'analisi di Holdaway del profilo dentale stabilisce come armonica una
situazione in cui la porzione più vestibolare della corona dell'incisivo
inferiore è situata alla stessa distanza del pogonion osseo rispetto
alla linea NB. Differenze di qualche millimetro possono essere
compensate dallo spessore dei tessuti molli. Nel soggetto in crescita
va tenuto conto della possibilità di incremento osseo a livello
del pogonion. Va anche considerata l'entità della discrepanza
scheletrica maxillo-mandibolare che rimarrà a fine trattamento,
perché tanto maggiore sarà la discrepanza scheletrica residua,
tanto più si dovrà accettare
l'inclinazione in avanti dell'incisivo inferiore, necessaria per la correzione del sovragetto (overjet).
Profilo labiale
Si valuta il
profilo labiale dal rapporto che il labbro inferiore assume con
la Linea estetica di Ricketts. Il valore normale è di mm
-2±2 . Valori aumentati indicano protrusione labiale, diminuiti
retrusione labiale. La protrusione e la retrusione labiale sono
sostenute dalla posizione antero-posteriore degli incisivi.
La valutazione del profilo labiale e dentale
aiuta nello stabilire se il soggetto può essere trattato
con o senza estrazioni. Nelle situazioni in cui si hanno valori
di proinclinazione degli incisivi inferiori accentuati, non compensati
da altrettanto sviluppo del pogonion osseo, e in cui le labbra sporgono
molto dalla linea estetica di Ricketts, se il soggetto ha anche
una tendenza all'iperdivergenza, la decisione di estrarre per risolvere
un eventuale affollamento presente può essere la sola strada
praticabile. Ma anche in presenza di modesto affollamento dentale
l'estrazione sarà opportuna qualora la posizione anteriore
degli incisivi sia eccedente rispetto alla linea estetica di Ricketts e
procuri già un'oggettiva alterazione
estetica del profilo labiale.